La scultura di Cattaneo: processo artistico

Su di un piano di plastilina (87×200 cm circa) dell’altezza di circa 15 cm, l’artista imprime le forme nella morbida argilla (plastilina)

poi le rifinisce sia con gli appositi strumenti “a levare” sia con le proprie dita

Si tratta di un lavoro che dura più giorni poiché ogni scrittura per impressione non è casuale, l’artista sta già accordando e predisponendo  il suo disegno morfologico-formale

Ecco perché la plastilina deve essere bagnata e tenuta umida con il ricorso ad una copertura in cellofan. L’artista inoltre come è ben visibile nelle immagini soprastanti, per rendere maggiormente evidente il disegno delle forme ricorre all’utilizzo di borotalco, per enfatizzare il chiaroscuro dei volumi.

Terminato questa scrittura si passa alla sua trascrizione nella cera, ricorrendo ad una sorta di calderone, l’artista scioglie la cera e la versa delicatamente sul piano argilloso

Poi il piano di lavoro viene inclinato per far defluire la cera in eccesso, mentre l’artista passa con un pennello imbevuto di cera tutta la superficie per assicurarsi una presa precisa della stessa.

Una volta solidificatasi la cera, questo strato che riporta in positivo il disegno formale impresso nella plastilina, viene sollevato

Ecco il verso della lastra in cera

Il processo successivo vede quest’ultima superficie in cera  frangersi  per ricomporsi in una struttura tridimensionale secondo le esigente dell’artista. I diversi elementi piani e ancora in cera vengono saldati tra di loro attraverso il ricorso ad appositi strumenti  che resi incandescenti fondono con il loro calore la cera e attuano in questo modo la saldatura, fusione delle parti.

A questo punto segue il processo di fusione. Una volta realizzata la scultura in cera vengono posizionate sulla stessa secondo un preciso calcolo e perizia tecnica, delle canule in cera, si tratta dei canali d’alimentazione, attraverso cui passerà il getto del bronzo.

Fotografie © Archivio Piero Cattaneo